Nuove rivelazioni su Chiara Ferragni: La trama intricata delle sue società

Nuove rivelazioni su Chiara Ferragni: La trama intricata delle sue società
Chiara Ferragni

L’Espresso ha rivelato ulteriori dettagli sul complesso mondo delle società di Chiara Ferragni, sollevando domande sulle pratiche di gestione e trasparenza. In un’inchiesta che uscirà in edicola domani, il settimanale ha sottolineato una serie di criticità nell’organizzazione delle aziende dell’influencer digitale.

Chiara Ferragni: dipendenti sotto-pagati e controversie finanziarie

Secondo quanto riportato dall’Espresso, la rete di società di Chiara Ferragni è intricata e comprende una varietà di partecipazioni azionarie e partner commerciali. Tuttavia, emerge che alcuni dipendenti delle sue società potrebbero essere sottopagati, sollevando preoccupazioni sulla trasparenza e l’equità salariale all’interno del suo impero digitale.

Analisi della società Tbs Crews

In particolare, l’inchiesta evidenzia che la società più attiva di Ferragni, Tbs Crews, gestisce il famoso magazine The Blonde Salad e offre servizi di talent agency e consulenza di digital marketing strategy. Nonostante un fatturato considerevole nel 2022, si stima che i 16 dipendenti impiegati da questa società costino solo 67 mila euro ciascuno, inclusi i contributi e il TFR. Allo stesso tempo, sia Ferragni che il manager Fabio Maria Damato incasserebbero compensi significativi, sollevando ulteriori domande sulla distribuzione delle risorse all’interno dell’azienda.

Chiara Ferragni: trasferimento di quote e opacità finanziaria

Ulteriori rivelazioni riguardano il controllo del 100% di Tbs Crews da parte di Ferragni nel 2021, seguito da un trasferimento di quote alla società Sisterhood, che funge da holding. Tuttavia, sorge la domanda se questa operazione abbia influenzato i costi dei dipendenti e la trasparenza finanziaria complessiva.

Interrogativi su Sisterhood e Fenice Srl

Sulle società controllate da Ferragni emergono anche dubbi riguardo ai dipendenti e ai loro compensi. Ad esempio, Sisterhood, che ha ricevuto le quote da Tbs Crews, conta solo due dipendenti, ma con costi irrisori. Queste informazioni sollevano interrogativi sulla gestione delle risorse umane e sulla valutazione dei beni aziendali.

Infine, l’inchiesta menziona Fenice Srl, un’altra azienda di Chiara Ferragni che gestisce il suo marchio e altre royalties. Tuttavia, mancano dettagli sui dipendenti e sui loro stipendi, aggiungendo un ulteriore livello di opacità alla gestione delle società dell’influencer.

Reazioni e azioni delle autorità competenti

In risposta alle critiche sollevate dall’inchiesta, la Guardia di Finanza di Milano avvierà le verifiche necessarie sulle pratiche finanziarie delle società di Ferragni, incluso il coinvolgimento del manager Fabio Maria Damato, che è indagato per concorso in truffa aggravata.

In conclusione, le nuove rivelazioni sull’impero di Chiara Ferragni sollevano interrogativi sulla gestione delle sue società, mettendo in luce criticità e controversie che richiedono ulteriori approfondimenti e trasparenza. La trasparenza finanziaria e l’equità salariale all’interno delle società di Ferragni saranno oggetto di attenta indagine e discussione nei prossimi giorni.