Dormire in volo? La storia dei piloti che hanno rischiato grosso

Dormire in volo? La storia dei piloti che hanno rischiato grosso
Piloti

Nel cielo terso che sovrasta l’area geografica non meglio specificata, un dramma aviatorio è stato sfiorato quando la cabina di pilotaggio è divenuta, per ben 28 lunghissimi minuti, il luogo di un silenzioso e insidioso nemico: il sonno. Un volo, carico di 153 ignari passeggeri, ha straziato le scie delle normalità quando entrambi i piloti sono caduti nelle braccia di Morfeo, lasciando l’aeromobile senza guida consapevole.

Il fatto che nessuno dei due aviatori abbia mantenuto il controllo della situazione è un dettaglio che fa rabbrividire chiunque abbia anche solo una vaga conoscenza delle rigide procedure di sicurezza aeronautiche. Con abilità degne di un thriller ad alta quota, l’aereo ha iniziato a deviare dalla rotta pianificata, disegnando un percorso errante nei cieli, come una nave senza timone in balìa delle onde.

La tensione cresceva man mano che i minuti trascorrevano, con i passeggeri ignari di sfiorare il baratro di una potenziale tragedia. Il destino, o forse qualche invisibile angelo custode, ha però vegliato su di loro; dopo quei lunghi 28 minuti, uno dei piloti si è risvegliato, probabilmente scosso da un istinto di sopravvivenza inciso nel profondo del suo essere. Gli occhi che si spalancano hanno immediatamente percepito l’errore di rotta e, in una corsa contro il tempo, il pilota ha agito per riprendere il controllo del velivolo.

La situazione, per quanto critica, è stata gestita con la fermezza e la professionalità che si addice a chi ha in mano le sorti di tante vite. L’esperienza e l’addestramento hanno avuto il sopravvento sulla disattenzione, riportando l’aeroplano sulla rotta giusta, tra le coordinate della sicurezza e dell’ordine. La prontezza di riflessi del pilota ha fatto sì che la vicenda si resolvesse senza ulteriori conseguenze.

Ma cosa ha portato a un simile rischio? La fatica, il jet lag o forse un’anomalia nei protocolli di lavoro? Gli interrogativi si spalancano come voragini in una tranquilla giornata di volo. Indagini verranno sicuramente condotte per far luce su questo inquietante episodio, che solleva preoccupazioni legittime sulla sicurezza dei viaggi aerei e sul benessere psicofisico di chi è deputato a garantirla.

Per ora, si può solo tirare un sospiro di sollievo pensando a quel che non è avvenuto. E per quei 153 passeggeri, il viaggio si è concluso con un atterraggio tranquillo, forse inconsapevoli del filo sottile che ha separato il loro viaggio da un epilogo ben diverso.

L’episodio è un monito, un campanello d’allarme che rimbomba nelle sale riunioni delle compagnie aeree e nelle torri di controllo: mai sottovalutare il potere del sonno, né l’importanza di una vigilanza costante quando si è al comando di una macchina volante che sfida la gravità con la sua maestosa danza tra le nuvole. Quel che è certo, è che la storia di questo volo andato temporaneamente alla deriva resterà impressa nella memoria di chi legge come un’avventura ai confini della realtà, una testimonianza inquietante di quanto il confine tra sicurezza e pericolo, in aria come in terra, sia spesso affidato alla fragile resistenza umana contro i richiami del sonno.